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lunedì, 02 novembre 2009

Un amore non molto insonne, che è in realtà splendido

Fu circa due anni fa che, ossessionata dal titolo del libro&film E morì con un felafel in mano entrai finalmente in un kebabbaro e, con aria timida e vergognosa, ordinai un felafel, ma indicandolo soltanto perché temevo di pronunciarlo in maniera erronea, ossia nel modo in cui mi ripetevo il titolo del libro&film in testa. E scoprii così che era MOLTO buono, per la cronaca. Ancora il libro&film mi resta sconosciuto, però.

C'era una volta un film melenso e ruffiano che prese spunto da un altro film melenso e ruffiano*. That's Insonnia d'amore (Sleepless in Seattle), film di Nora Ephron con Tom Hanks e Meg Ryan, datato 1993. Ricordo indistintamente di averlo registrato e rivisto qualche volta alle medie, dato che alle medie adoravo Tom Hanks per una ragione a me non molto nota al giorno d'oggi. Fatto sta, che il film non mi piaceva sto granché, ma c'era Tom Hanks che faceva la parte dell'uomo coi problemi&il bambino&la moglie morta, che un nugolo di donne di tutta l'America avrebbe voluto ben volentieri "consolare" dopo aver ascoltato le sue emoate durante una sua telefonata alla radio. Fra le varie che si arraparono col l'emo padre c'era anche Meg Ryan e, sì, insomma, alla fine si danno appuntamento sull' Empire State Building come in Un amore splendido.

Se vi ricordate il primo paragrafo, saprete che sì, seppur una decina e passa di anni dopo, alfine, ieri sera nello specifico, vidi anche Un amore splendido (An affair to remember), film di Leo McCarey con Cary Grant e Deborah Kerr, del 1957. In un articolo su web (x) si sfotteva codesto film dicendo che era molto più patetico di Insonnia d'amore. Io invece vi dico che questo è grazioso, seppur con una ridicola scena uberpatetica alla fine, quello sì, mentre Insonnia d'amore è una ruffianata unica.
Brevemente, la trama di Un amore splendido: lui è un gigione che fa conquiste in giro e si sta per sposare. Lei è una mantenuta fidanzata con uno ricco. Entrambi non lavorano, ma si innamorano in crociera, la nonnina approva e prima di sbarcare decidono di incontrarsi 6 mesi dopo sull'Empire State Building ("il punto più vicino al cielo", sic! Ok questa è n'altra ruffianata); già perché nel mentre entrambi devono rendersi indipendenti dal punto di vista economico in vista del loro matrimonio. Tutto parrebbe andar bene solo che il giorno dell'appuntamento lei guarda "il punto più vicino al cielo", viene investita, non può più camminare e decide che non gli si presenterà davanti finché non sarà indipendente (stavolta non solo economicamente, PETR!) come avevano stabilito. Seguirà angst vicendevole, agnizione con somma scena uberpatetica che dicevo, e finale che dovrebbe essere commuovente per i canoni dell'epoca, e magari per quelli di gente che alle cose d'amore cariche non è solita ridere come me.

Dirò in breve qualcosina:
- Deborah è bella molto, mi gusta. Il di lei personaggio sta nei ranghi ma si fa valere a suo modo, ha una dignità!
- Cary fu più bello in altre pellicole ma è sempre un gigione piacione con l'angst a un tiro di schioppo. Lui è lo spronzo col cuore di panna!
- la parte della crociera è stata molto gradevole e stupidina, la seconda parte più seria e tormentata, come i film che piacciono a me (bollywood - auguri sciarukkino, btw).
- la regia è stata di un delizioso osceno: il bacio fatto vedere solo dai piedini (si alzava quello di lui!)! l'Empire state building che spuntava fuori ogni due per tre tramite giochi ottici (è anche trash ma mi piace)! La scena di sguardi prima che scendessero dalla nave!
- l'angstata uberpatetica finale (ce n'è solo una ma di somma qualità trash, cosa ammirevole!).
- i bambini che cantavano sul finale furono accessori (anche se cantarono ok, una canzone sul desiderio che se chiudi gli occhi puoi chiedere si esaudirlo blablabla) ma BELLISSIMI! che bei bimbini! Li avrei adottati tutti, in special modo quello con gli occhialini da aviatore.
- amo quando c'è un personaggio che ne sa più degli altri (la nonnina!!).

Sunto visivo del film in 4 fotogrammi significativi (occhio, png pesante perché sono stolta): FUP.
Per i non temerari:
Foto 1: piedini sbaciucchiosi
Foto 2: lei sogna l'Empire state b. (che non si vedeva da dentro la casa se non erro!!!)
Foto 3: lei arriva nella città con l'Empire state b.
Foto 4: AGNIZIONE A SPECCHIO! (anche se il mio fotogramma preferito era lui con le spalle alla porta e con gli occhi chiusi, angstante. Ma son feticci personali).

E insomma, non sarà una pietra miliare, ma se te lo vedi pensando che non è un film commuovente è decisamente carino. Sopravvalutato dal punto di vista romantico/emotivo, sottovalutato dal punto di vista globale/di piacevolezza.
C'è una sottile linea fra il patetico-trash-grazioso e il patetico-ruffianazzo-occhiolinatore. Ed è appunto questa la differenza fra i due film.Sorry Nora, lo sai che in fondo t'amo, ma t'amo di più quando lavori con Rob Reiner che ti attutisce**.


* Questo film fece riscoprire la pellicola con Cary Grant e Deborah Kerr, a cui questo film si ispira, tanto che dopo l'uscita nelle sale di Insonnia d'amore, ci fu un assalto al noleggio del film Un amore splendido negli Stati Uniti. (fonte)
** anche nei contenuti speciali si diceva che Harry ti presento Sally è stato in pratica riscritto dalla collaborazione fra la sceneggiatrice Nora e regista Rob.
lunedì, 14 settembre 2009

Varianti di un MCD (1400)

Approfittando degli ulteriori commenti arrivati a proposito delle disquisizioni su Ryan Gosling in questo post (e correlati), posto le foto dei tre candidati per il "miglior biondo scuro con barba cresciuta ma non troppo 2009".

Photobucket Photobucket Photobucket
concorrente 01 dall'Australia, concorrente 02 dalla Scozia e concorrente 03 dal Canada (se non erro)

Non che voglia emulare il nostrano concorso di Miss Italia, anche perché sennò mi serviva la votazione dell'immancabile e necessarissimo Guillermo Mariotto (Crowe 7; Butler 8; Gosling 7 - tsé Ryan è molto meglio di Russel, maledetto!).
Volevo appunto dimostrare con un innocente post la somiglianza colorsomatica dei 3, alterata solo dai seguenti fattori:
Russel Crowe è il meno bello di tutti, ma anche il più sporco. Ha l'arcata sopraccigliare bassa  e la fisiognomica (!) attitudine a menare le mani. Parla borbottando, penso emetta anche grugniti di tanto in tanto, e secondo me nasconde una clava sotto il letto.
Gerard Butler è sì il più bello et bono dei tre, ma come la Violetta Bellocchio fece pubblicamente notare, egli vuole per sé una donna stupida, e si dice che chi stupido lo è stupido lo fa e anche chi vuole andare con lo zoppo in realtà zoppica egli stesso.
Ryan Gosling è la versione intellettuale del protipo. Poi non so manco se abbia mai letto un libro in vita sua, ma quando ha il suo miglior look (capello corto e pizzetto) ha un'aria colta e decadente, nonché bellocciamente dimessa, che quindi gli conferisce lo status che dicevo.

Vi dirò, ebbi fasi di fangirlismo per ognuno di loro e, benché debba ammettere che Gerry sia oggettivamente il più "manzo", in realtà sono affezionatissima a Ryan e a lui che la bomba sbattendola casa casa in "Le pagine della nostra vita" perché è quello che fra i tre è ingiustamente il meno cacato (forse danno repliche del "Giovane Hercules" in tutti i paesi del mondo, la mattina sull'equivalente globale di Italia 1? In tal caso capisco!).

E voi dei 3 cloni differenziati chi preferite? Il troglodita, il simpaticone o quello che si fa gli affari suoi?
giovedì, 20 agosto 2009

Toma! Toma!!! (No Ikuta)

In questi 7 giorni vidi(mo) un sacco di film brutti, che riassumerò così:

O proposta
(titolo orig: The Proposal, con Sandra Bullock e Ryan Renoylds, commedia romantica usa, 2009)
Il cagnolino bianco e peluccoso recita meglio di Ryan Renoyls, anche se non è possibile sbavare sul corpo scultoreo del cane (non il cane a recitare, il cane e basta).
Sandra Bullock è sempre pucci, peccato che il punto clou del film sia rappresentato da "la vecchia", o anche detta "la nonna di Ryan", detta anche "la madre di Stephanie" (di Beautiful), la cui assenza sarebbe stato un delitto da pena di morte (o da arresto per sospetti atti terroristici. Normale no... se il vostro cognome è "Khan", come il eh oh uhm, 80% dei musulmani? We love you Sciaruk!).
Il film in sé non è affatto lineare; per dire, lessi Harmony dalla trama simile (è normale direte voi, lo so) strutturati meglio (in uno che fu brutalmente rivenduto c'era anche una scena druidica con tanto di rituale, tanto per citare un atto fatto dalla famosa vecchia di questo film). La scena di loro due nudi, lei che esce dal bagno e lui che entra, che si scontrano maliziosamente in una gag è una cosa che mettevo nelle mie fanfiction mentali quando ero alle medie, come tempo massimo. I momenti di acme amorosa furono assai lame.
In conclusione: un film di merda in quanto a riuscita ma che fa ridere.

17 anos outra vez
(titolo orig: 17 again, con Zac Efron, commedia romantico-moraleggiante pseudo anni 80, usa, 2009)
E' da Hairspray che Zac Efron ha qui raggiunto un certo valore, e questo film pare confermarlo. Tralasciando il tirargli le mutande o il pensare che è bombabile, cosa che noi non si pensa, troviamo sia abbastanza caruccio ed empaticamente pucci da rendere tollerabile le cose che fa.
Questo è un film senza infamia e senza lode. Di cose negative abbiamo Matthew Perry (Zac da 40 enne) che ormai ha le dimensioni di una balena spiaggiata, l'amico di sempre del nostro protagonista, che oltre ad essere un nerd esageratamente nerd ha una schermaglia amorosa con una tizia inizialmente palinculo che poi si scopre che parla elfico come fosse la sua lingua madre. E, omiodio, il messaggio molto disneyano finale del "sì, la mia vita è stata una merda per i vent'anni successivi, ma quel giorno di 20 anni fa feci benissimo ad abbandonare la scuola e la squadra per sposarti e diventare un padre di famiglia, dopo che fui così coglione da incintarti, o cara". Sono ancora fermamente convinta che sia possibile fare un film che inneggi E alla famiglia E alla realizzazione personale, sì!
In conclusione: si beve come acqua fresca in una calda giornata d'estate. Come codesta bevanda in codeste condizioni atmosferiche non soddisfa e fa venir voglia di berne di più e di più e di più. Del resto fu il primo film che vi vidimo.

Happy Together
(con Patrick Dempsey, Helen Slater, usa, 1989)
Patrick Dempsey da giovane era una cosa estremamemente pucci ed espressiva a suo modo. Crescendo divenne un affascinante e bonazzo... soprammobile statico, invece.
Il film trasuda anni '80, ed ha dei punti molto carini, a volte un po' romance spinti, a volte degni di nota. Al primo punto appartiene il fatto che i due finiscono casualmente per diventare compagni di stanza, benché lui odi lei (vd dopo), per poi, visto che lui è in cerca di ispirazione e arriva il feeling fra loro, diventare una vera e propria coppia. La parte notevole sta nella leggera ma a suo modo vivace tinteggiatura dei loro caratteri, lui scrittore wannabe che non vuole avere rapporti umani perché secondo lui ledono alla sua arte (avrebbe meno tempo per scrivere, porello!), e lei una ragazza egocentrica, espansiva, un bel po' esibizionista ma pimpeggiante e piena di risorse. Anche solo quando diventano amici si vede che la loro unione è oltremodo equilibrata (e il mini musical che fanno fra di loro per tutta la scuola di notte è ADORABILE). Sul finale si rischia il salto dello squalo ma no, si ha solo un po' di abbassamento di ritmo, ma almeno rimane la coerenza della trama e dei personaggi.
In conclusione: poteva essere meglio, ma nel suo piccolo è caruccio.

film portoghese (o era spagnolo coi subbi?) non pervenuto
Era un horror con una tizia che dava in affitto gli appartamenti di un condominio ma in realtà era una pazza assassina. C'erano tipo 5 personaggi adulti e attivi in questo film e, benché lei fosse una povera miope vecchia (anche se sì, resistì all'amputazione della mano, a 2 conficcate di forbici nella schiena e a trambate in testa varie), ci han messo 2 ore e varie morti inutili per riuscire a scappare. Forse.
Ambientazioni da film horror splatter medio, piene di sporcizia, oscurità e vermi in cucina.
In conclusione: non so come finì perché mi addormentai.

Film portoghese non pervenuto #2
Ambientato a Lisbona, c'era un prete che veniva alloggiato in 'sto quartiere malfamato, dove tutti se lo volevano fare (e per dimostrare l'atmosfera pruriginosa venivano mostrare breve sceni di sesso random del tutto gratuite). Lui nega e nega, ma la bona e puttana che viene ospitata ad un certo punto nella stessa casa del prete lo tenta così tanto (ma tanto!!) che alla fine scopriamo che nel proprio diario il prete esprimeva pensieri non tanto puri su di lei.
In conclusione: non so come finì perché mi addormentai. Una delle Fnac di Lisbona ha una sezione grande quanto tutto il cinema asiatico di cinema portoghese. Ma penso, un motivo ci sarà se le Fnac italiane non hanno una sezione di cinema portoghese.

Latter Days
(con Steve Sandvoss, Wes Ramsey, usa, 2003).
Poteva essere carino se non fosse che ad un certo punto rallenta, e diventa retorico, e sparano assai puttanate melodrammatiche.
Dei mormoni arrivano a L.A., e sono vicini di casa di un tizio allegrotto, bono, giovane, e gaio. Il dvd descrive costui come "a L.A. party boy" e questo è quanto su di lui. Il mormone che noi seguiamo da vicino è invece una sorta di Justin di Queer As Folk, fragile e determinato allo stesso tempo, nonché futuro sicuro bottom della coppia gaia che si verrà a formare. Prima redime il party boy dopo una discussione in lavanderia, poi dopo un incidente i due slinguazzano e vengono scoperti dagli altri mormoni che lo mettono alla gogna, pardon, lo rispediscono a casa. Dove sarà messo alla gogna. E da lì disperazione e devastazione, una cantata da mtv e un happy ending con climax smorzato.
In conclusione: l'abbiam tenuto solo perché Justin ci era simpatico.

altro film a tema gay che non ricordo come titolo
questo faceva troppo cacare. Era una sorta di indie gay wannabe con tanto di tematica di gente che si droga e hiv positivi. Non ha climax, il personaggio femminile era tipo la singola persona di colore che viene posta in un film di bianchi per non far sembrare razzisti (a proposito, il razzismo a Lisbona c'è... fatto da commessi neri a turisti bianchi! Incredibol). Un attore era un cane, il ritmo era un cane, per me il regista era Ryan Renoylds.

abc de la seducciòn
(Aka The ugly truth, con Gerard Butler e la bionda di Greys Anatomy, ma a noi importa per Gerard "maschio alfa" che finirà per angstare per lei)
Lisbona era invasa da manifesti di sto film, entrambe le volte che andammo al cinema ne spuntò fuori il trailer, abbiam fatto anche una foto compromettente con questo come tema. Locandina stilizzata oscena (lei ha il cuore il testa, lui nel pene), trama da Harmony, promette merda e infatti me lo sto scaricando.
Da noi arriva a novembre, sic! Fossimo rimasti a Lisbona due giorni in più...
giovedì, 25 giugno 2009

Nomen Omen

Harry Burns: With whom did you have this great sex?
Sally Albright: I'm not going to tell you that.
Harry Burns: Fine, don't tell me.
Sally Albright: Shel Gordon.
Harry Burns: Shel? Sheldon? No, no, you did not have great sex with Sheldon.
Sally Albright: I did too.
Harry Burns: No you didn't. A Sheldon can do your income taxes, if you need a root canal, Sheldon's your man... but humpin' and pumpin' is not Sheldon's strong suit. It's the name. 'Do it to me Sheldon, you're an animal Sheldon, ride me big Shel-don.' Doesn't work.

Sheldon Cooper
mercoledì, 13 maggio 2009

Non sarò R. Kelly, ma anche io ho la mia epopea di cosine In the closet

Dichiarazione d'intenti
Nel mondo di Fuplandia la sottoscritta e la signorina Claire B. hanno appena deciso di iniziare una impegnativa ed appagante sessione settimanale di commedie romantiche sentimentali, in quanto siamo in carenza& invoglia di revival.
Ebbene sì, ben pochi lo sanno (diremo così), ma prima di vedere film di Bollywood, prima di sciropparmi ore di drama asiatici, prima di tutte 'ste monomanie strampalate appaganti sì ma che da sole mi renderebbero "quella che vuole fare la diversa/la chic/la vattelapesca", in realtà, prima di tutto ciò, i film che mi piace e mi è piaciuto vedere sin dall'inizio dei tempi sono le commedie romantiche sentimentali. Anche i film idioti (che occupano un grosso range: da "ironici e babbi volutamente" tipo L'armata delle tenebre o Braindead/Splatters/ilfilmdai300nomi ai "film involutamente brutti che fanno ridere". Da qui si spiega il mio amore per i film catastrofici e per i film coi supereroi truzzi), eh. Però le commedie romantiche sentimentali le vedo di più. A vagonate. Pathos allo zucchero, spesso angstoso, momenti supercheesy e naif, ai quali non si sa se ridere di sfottimento o awwwwwwware di tenerezza. In genere entrambe le cose.
E poi adoro certi cliché, tipo "la tipa che cerca il donatore di sperma perché vuole rimanere incinta senza un uomo ma poi..." (come nel mio romance preferito, ossia un racconto (Marriage of Inconvenience) del libro "The Manning Brides", in Italia diventato un Harmony sottiletta del nome "Rich e Jamie") o "la tomboy che ama il suo migliore amico che non ci arriva" (come in Kuch Kuch Hota Hai!), così come il sempreverde "la pornoinimicizia"  o ancora "la tizio/la tizia che si traveste da donna/uomo" e via dicendo.

Aspettando di ricevere prossimamente il premio per "migliore gattara dell'anno", in nome di tutte le altre meeoooww-pianiste-puntocrociste che si son viste tutte le commedie che Italia 1 passa in estate la mattina alle 10 e che ogni volta che olezzano odore di commedia romantica fanno sempre e comunque, come me, un tentativo per vedere se è un film degno di questo nome oppure decisamente da deridere, riesumo da oggi tutte le commedie romantiche sentimentale che vidi/di cui sentii parlare ante 2000, con un occhio particolare a quelle americane..
Perché, come si sa, il film mainstream romantico americano dal 2000 circa in poi è sempre una ciofecata immonda e senza arte né parte. Anche Sciaruk dal 2000 in poi romantica meno, un motivo ci sarà.

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Playboy in affitto (Can't buy me Love)

1987, di Steve Rash, con Patrick Dempsey e Amanda Peterson.

Patrick Dempsey ha l'aria da minorenne, ma ogni tanto tira fuori espressioni da stupro. Ma questo non ad inizio film, quando è ancora un irriconoscibile e tagliaerbato nerd con capelli alla Napoleon Dynamite (ma più gonfi) che sogna di telescopi e viene snobbato dai figoni della scuola.
Giustamente, non essendo scemo, coglie la palla al balzo quando la cheerleader di punta della situazione (nota: in italiano tradotto con "capotifoseria") è in difficoltà monetarie e le offre 1000 dollari se e solo se lei fingerà di essere la sua ragazza per un mese, in modo da poter diventare popolare di riflesso.

Svolgimento della trama (aka spoilers): lui diventa popolare, il contratto scade, lui rimane popolare e snobba i vecchi amici (ma no, ma dai!), lei ad un certo punto sbrocca di brutto svelando tutto, anche perché il ragazzo che in fondo le piaceva tanto è stato sostituito da un idiota, lui torna nerd ma senza quegli orribili occhiali e con in più le occhiatine tenerine e sbieche alla P. Dempsey che tutti conosciamo. La storia d'amore ha ben poco angst, alla fine si capisce che i due si vogliono ma senza particolari "omiodiooovogliomorire", difatti la loro unione è sancita alla fine da una limonatina sul trattore e una regola come se fossero ancora in modalità "contratto amoroso" (che è un cliché del cliché "contratto d'amore", dimostrato dal fatto che avviene anche nel libro per adolescenti "Insegnami a baciare" di P. Kropp. O vabbé anche in pressoché tutti i drama coreani con contratto!).


sì, faceva davvero il nerd!


ma poi viene sistemato...
.

... e limona sul tagliarba!

TRIVIA:

indovina chi interpreta il fratellino minore del nostro Patrick???

Photobucket
(io ci arrivai al primo primo piano, è praticamente identico!)

Giudizio finale:
Come è chiaro, batte sul "supercheesy e naif" più che sull'angst. Quando basta(va)n pochi soldi e tanta simpatia per fare un film grazioso ma senza strafare.

domenica, 22 marzo 2009

Piccola e pratica guida della sottoscritta per neofiti bollywoodiani

 
(clicca l'immagine per sapere di tutto e di più in maniera pratica e veloce)
mercoledì, 04 marzo 2009

Evacuate prima i cani e gli infanti

[snobbare invece in primis i vecchi e le donne, specialmente quelle non fighe/quelle che non ti piacciono; insomma, come si fa ogni giorno di pioggia in cui una ragazza con le mani impegnate random tenta di entrare dal panettiere e voi le passate davanti chiudendole le porta in faccia - disse la ragazza con le mani impegnate random che tentava di entrare dal panettiere e fu scalzata e non cavalierata da un signore, per il solo motivo di non essere figa/di non piacergli. Ovviamente.]

Oggi ero in metro, e notai che l'assunto di fondo del film Il curioso caso di Benjamin Button è incompleto. Bejamin Button, prodotto di un autore il cui orologio interiore è ultimamente innaturalmente rallentato e, a causa di ciò, realizza film narrativamente prolissi e che ti fan tarantolare sulla sedia perché pensi "e quindi???", come quando mio papà mi deve spiegare una cosa e per farlo inesorabilmente ci mette 10 minuti di preparazione, visto che deve sempre disporre gli oggetti della tavola in modo da formare un quadro visivo degli eventi che dovrà raccontare (e mamma dice che è perché ha difficoltà ad esprimere i concetti - capito, Fincher???). Dicevo, il film parla della vita di sto tizio che nasce vecchio e muore (eh, sai lo spoiler) bimbo. Nel mezzo riflessioni sul vivere la vita blablabla, una inutile e supercheesy scena alla Amelie Poulain, bei capelli rossi, Pitt-Marlon Brando. Penso però uno dei punti che la gente si ricorderà meglio del film sia, dicendola in maniera molto poco Fincheriana - aka concisa, a costo di sembrare arida eh - sia "la vecchiaia e l'infanzia sono fra loro molto simili". Personalmente, penso il parallelismo bimbo-vecchio sia molto poetico, ma meno attinente dell'identità bimbo-cane. Bimbo-cane sulla metro.

Quando un bimbo entra in scena, la folla inizia sempre la solita solfa: sorrisi benevoli (anche se il bambino scatarra e vomita in giro e disturba tutti urlando), gupigupi al pargolo con annesso tentativo di interazione, senso di approvazione nei confronti del genitori (o della babysitter - a volte presa per mamma - ma cribbio, non ho l'aria da madre!).

Quando un cane, meglio se di piccola stazza ma non tanto piccola da essere un chihuahua perché, si sa, quei cani stanno sul cazzo a tutti, specialmente da quando Paris Hilton ne esibisce uno in uno dove, la folla inizia la stessa. identica. solfa: sorrisi benevoli (anche se il cane due secondi prima tentò di pisciarti sulla scarpa), gupigupi al cane con annessi grattini, senso di approvazione nei confronti del padrone (che ha sempre un indescrivibile sguardo fra "Me la tiro, i cani sono meglio degli uomini" e "che cazzo vorranno 'sti scemi! E' solo un dannato cane!!!!).

Quando un vecchio random entra in scena, la folla ha una reazione diametralmente opposta: si volta da un'altra parte o finge di parlare al cellulare, manco stesse passando un vucumprà vendilibri (perché teme che il vecchio attacchi bottone e racconti la sua vita al primo che passa - cosa che mi successe? perché ha paura della sua vecchiaia e quindi non vuole guardarla in faccia? Chissà! Chissà!); oppure, l'altra: si alza dalla sedia (per gentilezza dite? Per me è che lo vogliono relegare in un angolo e allontanarsene!).

Quindi, in sostanza: come Benjamin insegna, il vecchio e il bimbo sono sostanzialmente accomunati da un destino simile e inverso, ma la gente ama di più i cani dei vecchi. Sospetto infatti che se Benjamin fosse nato uomo-cane il padre non l'avrebbe lanciato in aria come una palla da rugby, scoprendo il suo dolce visino.
Al massimo gli avrebbe tirato un osso e sarebbe stato felice del fatto che di avere un nuovo migliore amico per la vita (e insomma, in Teen Wolf - aka Voglia di vincere - Michale J. Fox diventava il figo del liceo, quando si scopriva che era un licantropo!).



"Sono un uomo-cane. Sono il miglior amico di me stesso!"
 
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edit: toh, il destino! E' il 4 marzo! Buon anniversario di morte, John Candy!
(me lo ricordo perché domani è il 5 marzo, e peraltro John Candy lo conobbi durante il mio periodo "so le date di nascita, morte & altro di tutti gli attori di Hollywood che amo" ; ed erano TANTI, ero in pratica una Hollywood fangirl delle scuole medie)
martedì, 03 febbraio 2009

Bollywood nei ruggenti anni '90 - il caso degli inguardabili film con Saif Ali Khan

Un paio di giorni fa intravidi su LJ una ragazza amante dei film bollywoodiani e con un certo amore poco tenuto per Saif Ali Khan (IMDB ; Wiki). Brava ragazza, dunque. Nella fattispecie, trovai un suo un post sui numerosi film super-duper lame (aka sono delle schifezze abissali) del nostro bel baldo pre-2001, anno di Dil Chahta Hai, ovvero momento propizio in cui finalmente si accorsero che, sotto il suo mullet osceno, (almeno SRK aveva le fossette, e ci si concentrava su quelle!) si celava un Vero attore che tentava disperatamente di dimostrare il suo valore espressivo. Beh, salvo poi in futuro accettare lo stesso dei ruoli un tantinello truzzi (Race e Tashan - in cui in ogni caso c'è anche Akshay Kumar!!!!!!! Vd sotto), ma su ciò stendiamo un velo pietoso, che peccare, si sa, è umano, ma perseverare è diabolico. E Saif probabilmente è solo un caro angioletto che vuole far divertire gli astanti, diciamola così...

Riprendendo le fila del discorso:  non contenta, per dare un'idea della portata dello scempio, la stessa fedelissima fan di prima compilò un "metro di valutazione per i vecchi film con Saif vs il ranking normale", fra i quali si evince anche un candido e folkroristico "mi-sono-docciata-5-volte-dopo-averlo-visto-e-ancora-mi-sento-fetente".

Per darvi degli esempi (anche se già basterebbe dirvi che 3/4 dei film in questione hanno una media di ranking del 2.5, la ragazza non mentiva!):

ecco un video del primo dei rari film guardabili del Saif anni '90, una vera e propria pietra miliare (!!!) del cinema bollywoodiano, decisamente da (ri)scoprire. Mi è bastata per decidere di comprare al volo il film. Sopraffina:
>> My Adorable Darling da Main Khiladi Tu Anari (1994) 

Ecco invece un lampante esempio di film superpacco con Saif anni '90:
>> Hathon me aa gia rumaal ap ka da Aao Pyaar Karen (1994) -  aka un film da 2.4 di media XD
Si nota la differenza di qualità rispetto al primo a partire dal primo minuto (il loop della stessa sequenza ripetuto per 3 volte è una cosa inebriante a dir poco!!!!). Il primo video era moolto meglio...
....
va bene, la differenza di qualità non è COSI' evidente come vi ho detto, ma fidatevi.
Non certo di me, visto che il mio dvd ancora non è manco in viaggio.

E insomma, bando alle ciance: in soldoni, così appariva il caro mullet-ragazzo nella sua giovinezza da 24enne (aka c'è speranza per tutti - vi ricordo che ora ne ha circa 38 ed è un fico mostruoso):

non so come quest'uomo sia riuscito a (ri)costruirsi una carriera dopo queste cose. Ma ce la fece. Saif, ti stimo.

Se volete ardentemente più info sull'argomento, ecco un paio di link (in inglese) fatti apposta per voi - sempre con questa ragazza che ne parla, che il cielo l'abbia in gloria. Non serve leggere, basta anche solo vedere le foto...:

>> Saif retrospective Film Club.
(direttamente dal forum di BollyWHAT, un nugolo di ragazze che ha come nobile obbiettivo il recupero della carriera anni '90 del caro Saif Ali Khan. Fra un video come quelli che vi proposi ed uno screenshot del suo mullet, campeggiano ogni tanto sue foto più recenti e sparuti riferimenti a Omkara e Dil Chahta Hai, forse per attenuare il senso dell'orrore che ognuno potrebbe provare nel frequentare troppo a lungo quel thread).

Da cui deriva, inesorabile...

>> Il fenomeno Sakshay (da Saif + Akshay) aka una coppia di attori irrestibilmente scemi e fornente hint decisamente yaoieggiantii e i loro indimenticabili film. I più "belli" Main Khiladi Tu Anari e Keemat: they are back, gli altri vanno dal mediocre all' "i'm serious, give me the gun". Per saperne di più (riassumere in un paio di righe tutta la loro storia "d'ammore" e di sguardi ai vicendevoli pacchi è dura!) basta solo cliccare il link che vi ho proposto poc'anzi, vi si aprirà un mondo, letteralmente.

Per finire, lascio parlare qualche icona (altre qui).

Sappiate che ne esiste un fanclub. I prossimi a iscrivervi potreste essere proprio voi!
venerdì, 23 gennaio 2009

Shahrukh 1 - Dalai Lama 0

Gli uomini più influenti del mondo (dicembre 2008)

"[...]La seconda cosa che colpisce è il posto numero 41. Dove c’è un nome Shahrukh Khan. Non è un principe indiano ricchissimo, non è un leader mondiale, o un banchiere, non è un politico. È un attore adorato e assolutamente venerato del cinema indiano, quello che chiamiamo Bollywood. Sta davanti al Dalai Lama, e a Osama bin Laden. E soprattutto dimostra quale sarà il cinema più importante del pianeta. Anche se noi, qui in Occidente, non lo abbiamo ancora capito."
[News tratta da x, che a sua volta si riferisce a x]




(Shahrukh sorride soddisfatto e poi dimostra la sua magnificenza al suo invisibile, impalpabile e ahimé ormai meno in voga cugino minore. Penso gli stia dicendo "Un giorno forse diventerai come me!".)