Questo blog 'rosa sciocco' non si prefigge alcuno scopo.

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giovedì, 25 giugno 2009

Nomen Omen

Harry Burns: With whom did you have this great sex?
Sally Albright: I'm not going to tell you that.
Harry Burns: Fine, don't tell me.
Sally Albright: Shel Gordon.
Harry Burns: Shel? Sheldon? No, no, you did not have great sex with Sheldon.
Sally Albright: I did too.
Harry Burns: No you didn't. A Sheldon can do your income taxes, if you need a root canal, Sheldon's your man... but humpin' and pumpin' is not Sheldon's strong suit. It's the name. 'Do it to me Sheldon, you're an animal Sheldon, ride me big Shel-don.' Doesn't work.

Sheldon Cooper
mercoledì, 13 maggio 2009

Non sarò R. Kelly, ma anche io ho la mia epopea di cosine In the closet

Dichiarazione d'intenti
Nel mondo di Fuplandia la sottoscritta e la signorina Claire B. hanno appena deciso di iniziare una impegnativa ed appagante sessione settimanale di commedie romantiche sentimentali, in quanto siamo in carenza& invoglia di revival.
Ebbene sì, ben pochi lo sanno (diremo così), ma prima di vedere film di Bollywood, prima di sciropparmi ore di drama asiatici, prima di tutte 'ste monomanie strampalate appaganti sì ma che da sole mi renderebbero "quella che vuole fare la diversa/la chic/la vattelapesca", in realtà, prima di tutto ciò, i film che mi piace e mi è piaciuto vedere sin dall'inizio dei tempi sono le commedie romantiche sentimentali. Anche i film idioti (che occupano un grosso range: da "ironici e babbi volutamente" tipo L'armata delle tenebre o Braindead/Splatters/ilfilmdai300nomi ai "film involutamente brutti che fanno ridere". Da qui si spiega il mio amore per i film catastrofici e per i film coi supereroi truzzi), eh. Però le commedie romantiche sentimentali le vedo di più. A vagonate. Pathos allo zucchero, spesso angstoso, momenti supercheesy e naif, ai quali non si sa se ridere di sfottimento o awwwwwwware di tenerezza. In genere entrambe le cose.
E poi adoro certi cliché, tipo "la tipa che cerca il donatore di sperma perché vuole rimanere incinta senza un uomo ma poi..." (come nel mio romance preferito, ossia un racconto (Marriage of Inconvenience) del libro "The Manning Brides", in Italia diventato un Harmony sottiletta del nome "Rich e Jamie") o "la tomboy che ama il suo migliore amico che non ci arriva" (come in Kuch Kuch Hota Hai!), così come il sempreverde "la pornoinimicizia"  o ancora "la tizio/la tizia che si traveste da donna/uomo" e via dicendo.

Aspettando di ricevere prossimamente il premio per "migliore gattara dell'anno", in nome di tutte le altre meeoooww-pianiste-puntocrociste che si son viste tutte le commedie che Italia 1 passa in estate la mattina alle 10 e che ogni volta che olezzano odore di commedia romantica fanno sempre e comunque, come me, un tentativo per vedere se è un film degno di questo nome oppure decisamente da deridere, riesumo da oggi tutte le commedie romantiche sentimentale che vidi/di cui sentii parlare ante 2000, con un occhio particolare a quelle americane..
Perché, come si sa, il film mainstream romantico americano dal 2000 circa in poi è sempre una ciofecata immonda e senza arte né parte. Anche Sciaruk dal 2000 in poi romantica meno, un motivo ci sarà.

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Playboy in affitto (Can't buy me Love)

1987, di Steve Rash, con Patrick Dempsey e Amanda Peterson.

Patrick Dempsey ha l'aria da minorenne, ma ogni tanto tira fuori espressioni da stupro. Ma questo non ad inizio film, quando è ancora un irriconoscibile e tagliaerbato nerd con capelli alla Napoleon Dynamite (ma più gonfi) che sogna di telescopi e viene snobbato dai figoni della scuola.
Giustamente, non essendo scemo, coglie la palla al balzo quando la cheerleader di punta della situazione (nota: in italiano tradotto con "capotifoseria") è in difficoltà monetarie e le offre 1000 dollari se e solo se lei fingerà di essere la sua ragazza per un mese, in modo da poter diventare popolare di riflesso.

Svolgimento della trama (aka spoilers): lui diventa popolare, il contratto scade, lui rimane popolare e snobba i vecchi amici (ma no, ma dai!), lei ad un certo punto sbrocca di brutto svelando tutto, anche perché il ragazzo che in fondo le piaceva tanto è stato sostituito da un idiota, lui torna nerd ma senza quegli orribili occhiali e con in più le occhiatine tenerine e sbieche alla P. Dempsey che tutti conosciamo. La storia d'amore ha ben poco angst, alla fine si capisce che i due si vogliono ma senza particolari "omiodiooovogliomorire", difatti la loro unione è sancita alla fine da una limonatina sul trattore e una regola come se fossero ancora in modalità "contratto amoroso" (che è un cliché del cliché "contratto d'amore", dimostrato dal fatto che avviene anche nel libro per adolescenti "Insegnami a baciare" di P. Kropp. O vabbé anche in pressoché tutti i drama coreani con contratto!).


sì, faceva davvero il nerd!


ma poi viene sistemato...
.

... e limona sul tagliarba!

TRIVIA:

indovina chi interpreta il fratellino minore del nostro Patrick???

Photobucket
(io ci arrivai al primo primo piano, è praticamente identico!)

Giudizio finale:
Come è chiaro, batte sul "supercheesy e naif" più che sull'angst. Quando basta(va)n pochi soldi e tanta simpatia per fare un film grazioso ma senza strafare.

domenica, 22 marzo 2009

Piccola e pratica guida della sottoscritta per neofiti bollywoodiani

 
(clicca l'immagine per sapere di tutto e di più in maniera pratica e veloce)
mercoledì, 04 marzo 2009

Evacuate prima i cani e gli infanti

[snobbare invece in primis i vecchi e le donne, specialmente quelle non fighe/quelle che non ti piacciono; insomma, come si fa ogni giorno di pioggia in cui una ragazza con le mani impegnate random tenta di entrare dal panettiere e voi le passate davanti chiudendole le porta in faccia - disse la ragazza con le mani impegnate random che tentava di entrare dal panettiere e fu scalzata e non cavalierata da un signore, per il solo motivo di non essere figa/di non piacergli. Ovviamente.]

Oggi ero in metro, e notai che l'assunto di fondo del film Il curioso caso di Benjamin Button è incompleto. Bejamin Button, prodotto di un autore il cui orologio interiore è ultimamente innaturalmente rallentato e, a causa di ciò, realizza film narrativamente prolissi e che ti fan tarantolare sulla sedia perché pensi "e quindi???", come quando mio papà mi deve spiegare una cosa e per farlo inesorabilmente ci mette 10 minuti di preparazione, visto che deve sempre disporre gli oggetti della tavola in modo da formare un quadro visivo degli eventi che dovrà raccontare (e mamma dice che è perché ha difficoltà ad esprimere i concetti - capito, Fincher???). Dicevo, il film parla della vita di sto tizio che nasce vecchio e muore (eh, sai lo spoiler) bimbo. Nel mezzo riflessioni sul vivere la vita blablabla, una inutile e supercheesy scena alla Amelie Poulain, bei capelli rossi, Pitt-Marlon Brando. Penso però uno dei punti che la gente si ricorderà meglio del film sia, dicendola in maniera molto poco Fincheriana - aka concisa, a costo di sembrare arida eh - sia "la vecchiaia e l'infanzia sono fra loro molto simili". Personalmente, penso il parallelismo bimbo-vecchio sia molto poetico, ma meno attinente dell'identità bimbo-cane. Bimbo-cane sulla metro.

Quando un bimbo entra in scena, la folla inizia sempre la solita solfa: sorrisi benevoli (anche se il bambino scatarra e vomita in giro e disturba tutti urlando), gupigupi al pargolo con annesso tentativo di interazione, senso di approvazione nei confronti del genitori (o della babysitter - a volte presa per mamma - ma cribbio, non ho l'aria da madre!).

Quando un cane, meglio se di piccola stazza ma non tanto piccola da essere un chihuahua perché, si sa, quei cani stanno sul cazzo a tutti, specialmente da quando Paris Hilton ne esibisce uno in uno dove, la folla inizia la stessa. identica. solfa: sorrisi benevoli (anche se il cane due secondi prima tentò di pisciarti sulla scarpa), gupigupi al cane con annessi grattini, senso di approvazione nei confronti del padrone (che ha sempre un indescrivibile sguardo fra "Me la tiro, i cani sono meglio degli uomini" e "che cazzo vorranno 'sti scemi! E' solo un dannato cane!!!!).

Quando un vecchio random entra in scena, la folla ha una reazione diametralmente opposta: si volta da un'altra parte o finge di parlare al cellulare, manco stesse passando un vucumprà vendilibri (perché teme che il vecchio attacchi bottone e racconti la sua vita al primo che passa - cosa che mi successe? perché ha paura della sua vecchiaia e quindi non vuole guardarla in faccia? Chissà! Chissà!); oppure, l'altra: si alza dalla sedia (per gentilezza dite? Per me è che lo vogliono relegare in un angolo e allontanarsene!).

Quindi, in sostanza: come Benjamin insegna, il vecchio e il bimbo sono sostanzialmente accomunati da un destino simile e inverso, ma la gente ama di più i cani dei vecchi. Sospetto infatti che se Benjamin fosse nato uomo-cane il padre non l'avrebbe lanciato in aria come una palla da rugby, scoprendo il suo dolce visino.
Al massimo gli avrebbe tirato un osso e sarebbe stato felice del fatto che di avere un nuovo migliore amico per la vita (e insomma, in Teen Wolf - aka Voglia di vincere - Michale J. Fox diventava il figo del liceo, quando si scopriva che era un licantropo!).



"Sono un uomo-cane. Sono il miglior amico di me stesso!"
 
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edit: toh, il destino! E' il 4 marzo! Buon anniversario di morte, John Candy!
(me lo ricordo perché domani è il 5 marzo, e peraltro John Candy lo conobbi durante il mio periodo "so le date di nascita, morte & altro di tutti gli attori di Hollywood che amo" ; ed erano TANTI, ero in pratica una Hollywood fangirl delle scuole medie)
martedì, 03 febbraio 2009

Bollywood nei ruggenti anni '90 - il caso degli inguardabili film con Saif Ali Khan

Un paio di giorni fa intravidi su LJ una ragazza amante dei film bollywoodiani e con un certo amore poco tenuto per Saif Ali Khan (IMDB ; Wiki). Brava ragazza, dunque. Nella fattispecie, trovai un suo un post sui numerosi film super-duper lame (aka sono delle schifezze abissali) del nostro bel baldo pre-2001, anno di Dil Chahta Hai, ovvero momento propizio in cui finalmente si accorsero che, sotto il suo mullet osceno, (almeno SRK aveva le fossette, e ci si concentrava su quelle!) si celava un Vero attore che tentava disperatamente di dimostrare il suo valore espressivo. Beh, salvo poi in futuro accettare lo stesso dei ruoli un tantinello truzzi (Race e Tashan - in cui in ogni caso c'è anche Akshay Kumar!!!!!!! Vd sotto), ma su ciò stendiamo un velo pietoso, che peccare, si sa, è umano, ma perseverare è diabolico. E Saif probabilmente è solo un caro angioletto che vuole far divertire gli astanti, diciamola così...

Riprendendo le fila del discorso:  non contenta, per dare un'idea della portata dello scempio, la stessa fedelissima fan di prima compilò un "metro di valutazione per i vecchi film con Saif vs il ranking normale", fra i quali si evince anche un candido e folkroristico "mi-sono-docciata-5-volte-dopo-averlo-visto-e-ancora-mi-sento-fetente".

Per darvi degli esempi (anche se già basterebbe dirvi che 3/4 dei film in questione hanno una media di ranking del 2.5, la ragazza non mentiva!):

ecco un video del primo dei rari film guardabili del Saif anni '90, una vera e propria pietra miliare (!!!) del cinema bollywoodiano, decisamente da (ri)scoprire. Mi è bastata per decidere di comprare al volo il film. Sopraffina:
>> My Adorable Darling da Main Khiladi Tu Anari (1994) 

Ecco invece un lampante esempio di film superpacco con Saif anni '90:
>> Hathon me aa gia rumaal ap ka da Aao Pyaar Karen (1994) -  aka un film da 2.4 di media XD
Si nota la differenza di qualità rispetto al primo a partire dal primo minuto (il loop della stessa sequenza ripetuto per 3 volte è una cosa inebriante a dir poco!!!!). Il primo video era moolto meglio...
....
va bene, la differenza di qualità non è COSI' evidente come vi ho detto, ma fidatevi.
Non certo di me, visto che il mio dvd ancora non è manco in viaggio.

E insomma, bando alle ciance: in soldoni, così appariva il caro mullet-ragazzo nella sua giovinezza da 24enne (aka c'è speranza per tutti - vi ricordo che ora ne ha circa 38 ed è un fico mostruoso):

non so come quest'uomo sia riuscito a (ri)costruirsi una carriera dopo queste cose. Ma ce la fece. Saif, ti stimo.

Se volete ardentemente più info sull'argomento, ecco un paio di link (in inglese) fatti apposta per voi - sempre con questa ragazza che ne parla, che il cielo l'abbia in gloria. Non serve leggere, basta anche solo vedere le foto...:

>> Saif retrospective Film Club.
(direttamente dal forum di BollyWHAT, un nugolo di ragazze che ha come nobile obbiettivo il recupero della carriera anni '90 del caro Saif Ali Khan. Fra un video come quelli che vi proposi ed uno screenshot del suo mullet, campeggiano ogni tanto sue foto più recenti e sparuti riferimenti a Omkara e Dil Chahta Hai, forse per attenuare il senso dell'orrore che ognuno potrebbe provare nel frequentare troppo a lungo quel thread).

Da cui deriva, inesorabile...

>> Il fenomeno Sakshay (da Saif + Akshay) aka una coppia di attori irrestibilmente scemi e fornente hint decisamente yaoieggiantii e i loro indimenticabili film. I più "belli" Main Khiladi Tu Anari e Keemat: they are back, gli altri vanno dal mediocre all' "i'm serious, give me the gun". Per saperne di più (riassumere in un paio di righe tutta la loro storia "d'ammore" e di sguardi ai vicendevoli pacchi è dura!) basta solo cliccare il link che vi ho proposto poc'anzi, vi si aprirà un mondo, letteralmente.

Per finire, lascio parlare qualche icona (altre qui).

Sappiate che ne esiste un fanclub. I prossimi a iscrivervi potreste essere proprio voi!
venerdì, 23 gennaio 2009

Shahrukh 1 - Dalai Lama 0

Gli uomini più influenti del mondo (dicembre 2008)

"[...]La seconda cosa che colpisce è il posto numero 41. Dove c’è un nome Shahrukh Khan. Non è un principe indiano ricchissimo, non è un leader mondiale, o un banchiere, non è un politico. È un attore adorato e assolutamente venerato del cinema indiano, quello che chiamiamo Bollywood. Sta davanti al Dalai Lama, e a Osama bin Laden. E soprattutto dimostra quale sarà il cinema più importante del pianeta. Anche se noi, qui in Occidente, non lo abbiamo ancora capito."
[News tratta da x, che a sua volta si riferisce a x]




(Shahrukh sorride soddisfatto e poi dimostra la sua magnificenza al suo invisibile, impalpabile e ahimé ormai meno in voga cugino minore. Penso gli stia dicendo "Un giorno forse diventerai come me!".)

domenica, 18 gennaio 2009

Autocitazioni

"Ad ogni modo, devo assolutamente beccarmi qualcosa con gli altri due dei tre super-Khan famosissimi dei film indiani, aka Shahrukh Khan e Salman Khan (l'altro è il sopracitato Aamir). Io do il mio gettone di "stella supersonica del domani-ma anche meno" al mio aduratissimo Saif Ali, che mi diede sino ad ora grandissime soddisfazioni".

Fermo restando che il mio pronostico per il futuro rimane, se Shahrukh Khan (Click) viene chiamato "The King of Bollywood" ci sarà un perché, e l'ho scoperto l'altra sera. E la successiva. E la successiva. E anche ieri sera. Chiamasi "persona oscenamente carismatica" una che facendo la cogliona/sboroncella, o la sofferente/angtosa/tremante, o l'innamorata devota, o la danzerina sfrenata, o il figliol prodigo, o la truzza è sempre incredibilmente, magnificamente,  intensamente, superlativamente INIMITABILE. Allora come ora.


"scialalàscialalàlalalalalalàààààààààààààà incontriamoci qui
... e anche qua"


icone prese da (x)


Personalmente parlando, recitazione a parte, non resisto alle sue fossette o al suo mugolio di approvazione (o disapprovazione) che lo fa sembrare una cosa a metà fra il gay e  lo Zach Braff (hanno anche le labbra simili)(l'eguaglianza fra i due termini di paragone non è da me ritenuta una tautologia. Ma siete liberi di pensarlo, sia ben chiaro). Film a parte, guardate la mimica facciale dell'aduratu Sciarukkino hostante una puntata di Chi vuol essere milionario e dite se non ho ragione -> Click.
EDIT: ecco la prova schiacciante, in attesa di qualche caps: Salman Khan imita SRK!!!!  Mugolii finali evidentemente necessari : click!

mercoledì, 14 gennaio 2009

Monomanie: reprise

Oggi (o meglio, ieri notte) avevo proprio voglia di tirar giù qualche idea!
Dopo 1 anno miseramente passato solo nella monomania dei drama me ne son capitate un'altro paio, anzi 3, che hanno un denominatore comune, ma che si differenziano un sacco l'una dall'altra, essendo parte di letteralmente 3 continenti diversi. Sia chiaro che non sto riportando verità universali, ma mie impressioni da neofita.

Premessa
Poco dopo Natale andai al cinema a vedere Slumdog millionaire, film che di per sé trovai inutile e stucchevole, per non dire irritante, ma che poi a fine pellicola aveva quella cosa esaltantissima che riassumerei come "tributo ruffiano alla parte più trash-truzza-colorata dei film di Bollywood" (Qui). Ovvero il balletto suburbano, molto simile ai trip che si fanno quando si ascolta musica camminando per strada. Un po' come Tutti dicono I love you. Un po' come i film musicali dove un personaggio x necessita assolutamente di fare una determinata spiegazione (dei suoi sentimenti, di uno stato d'animo particolare) cantando ballando, con OVVIAMENTE tutta la gente presente in scena che interviene sapendo intuitivamente i passi di danza da fare, in perfetta sincronizzazione. (Qui)
Ad ogni modo, da ciò pensai che assolutamente dovevo colmare questa lacuna che decisi di rattoppare tipo 3 anni fa, quando regalammo ad una mia amica il dvd di Lagaan (mi pare l'unico film indiano che sia stato distribuito in Italia...), la cui OST continuo a sentire imperterrita, perché foriera di gioia, colore e felicità.
Ebbene, ari-eccomi. Reperii varie cose dopo un veloce acculturamento avvenuto grazie al forum di bollywooditalia.forumfree.org (su cui venne aperto un topic di "film per niubbi ignoranti" -qui- proprio dopo la mia presentazione, e sul quale oggi scriverei onde evitare di scrivere post chilometrici nel nulla e per nessuno, se non fosse che persi la password e non riesco a crearmi un nuovo account). Ed è inutile dire che, se sto scrivendo seduta stante una cosa che per tutta la notte pensai di dover scrivere per fermare quest'attimo di "nuova passione" da qualche parte, sono a dir poco entusiasta di ciò che ho visto.

La svolta
In India, da quel che ho capito dalla visione di, per ora, 5 film, un uomo può danzare sculettando e facendo ampi e sincopati movimenti rotatori col bacino (Qui). Può piangere pensando alla donna che ama (senza saperlo o senza ammetterlo, tendenzialmente) super-angstosamente (Qui). Può abbracciare con calore i suoi carissimi amici, versando lacrime virili dopo una riunione avvenuta dopo 1 anno, periodo in cui si erano allontanati per futili (o no? chissà!) motivi. Può cantare in falsetto, può vestirsi con vestiti con abiti al limite dal gaio come colori (variopinti) e tessuti (seta/viscosa traslucida) (Qui).
E in tutto ciò, assolutamente viene senza alcun dubbio considerato VIRILE.
Partendo da questo vano e vago presupposto, la curiosità nei confronti della cultura bollywoodiana non può far altro che crescere a dismisura. Da usare come punto di partenza, e non certamente di arrivo, sono tentatissima di spaziare per generi per arrivare a capirci qualcosa in merito. Fermo restando che, sia ben chiaro, la cultura di bollywood NON è la cultura indiana di per sé. Così come, negli anni della Seconda Guerra Mondiale, in Italia non si facevano solo giochi della gioventù, arature a mano di campi e cose del genere.

Svolgimento
Innanzittutto devo dire che, non so se per caso o cosa, io per ora vidi 5, e piuttosto recenti, film indiani duri-e-puri (non considero Monsoon Wedding o ancor meno Bride and Prejudice, che son troppo "turbati" dalla cultura occidentale), di cui 3 furono con Saif Ali Khan, e 2 con Aamir Khan (un altro era col meno famoso Vivek Oberoi). Quando anni or sono vidi con una mia amica Lagaan pensavamo quest'ultimo fosse il più fico attore indiano che esisteva (forse perché era l'unico che mai vedemmo?? XD). Però debbo dire non è così, in quanto pressoché ogni attore indiano che si rispetti che vidi per ora ha le seguenti proprietà. Tutti:
1- hanno spalle e fisico da muratore/uomo che ara i campi con la vanga tutti i giorni (Claire!! Cosa ci fai sotto casa mia a suonarmi il citofono?).
2- non sono belli in senso "classico", hanno anzi molti difetti. Tipo Saif Ali Khan ha gli occhi piccoli (ma intelligenti) e un naso a canappia enorme e aquilino. O Aamir Khan è bassino e ha le orecchie visibilmente a sventola. Però quelli che vidi sono assolutamente e innegabilmente tutti fascinosi e calamitosi. E intensissimi. Capaci di cose angstose/passionali come anche di far ridere come merde facendo gli idioti. Ma anche di apparire "normali".
3- (deriva dalla precedente) seppur con qualche apicetto sul trash, che è dovuto alla sceneggiatura, recitano in maniera assolutamente sciolta e naturale. Insomma sì, LORO sanno recitare, anche se sono i "bellocci di turno".
4- Sanno cantare (playbacckano molto bene però lol) e ballare divinamente. Saif Ali sa anche suonare la chitarra.
Ad ogni modo, devo assolutamente beccarmi qualcosa con gli altri due dei tre super-Khan famosissimi dei film indiani, aka Shahrukh Khan e Salman Khan (l'altro è il sopracitato Aamir). Io do il mio gettone di "stella supersonica del domani-ma anche meno" al mio aduratissimo Saif Ali, che mi diede sino ad ora grandissime soddisfazioni.
Le attrici dal canto loro sono sempre di una bellezza stravolgente, penso mi innamorai di tutte le attrici in cui mi imbattei sino ad ora, perché Aishwarya Rai è figa e famosa, ma di certo non è l'unica meritevole (cito a perdere: Preity Zinta, Gracy Singh, Vidya Balan, Rhea Prakash...) . Anzi. Poi quando cantano hanno questa vocina acuta e accogliente, che non so se mi fa ridere oppure mi ammalia.
Una cosa che mi fa impazzire di tutta sta gente è che parla una sorta di hindi-english, nel senso che mescolano come se niente fosse l'inglese con l'indiano. Al primo film che vidi pensavo fosse un caso, anche abbastanza trash. Ora invece notai che è cosa proprio comune. In Lagaan mi pare non ci fosse 'sta cosa, ma era comunque ambientato in epoca coloniale. Che sia parte della "gioventù" indiana? Chissà!
E poi le tematiche!! Insomma, visto che volevo iniziare da un campo a me noto, andai con violenza a scartarmi le cose meramente intimiste o d'azione (anche se questi ultimi mi pare siano un pezzo forte della cinematografia di bollywood) per ricercare appositamente trame con la componente amorosa. Risultato: imparate tutti da costoro. Giuro su non so cosa, non vedrò più uno dei soliti film sciapi d'amore americani tipo quelli di quest'ultimo decennio, perché la passione e tutte ste cose da contorcimento di budella gli americani non sanno più cosa siano. Gli italiani la stanno riscoprendo con Tutti pazzi per amore (no mattarelli contro di me, plis). Ora lo so. Basta vedere una cosina da poco come Hum Tum, che parte da una situazione vaghissimamente alla Harry ti presento Sally per arrivare ad un'ultima mezz'ora da mugolare roteando su sé stessi abbracciando un cuscino per quanto è sofferentemente romantica - in senso buono. E anche un po' patetico! Ma almeno fa provare un qualche sentimento, grazie al cielo. Insomma, un po' ridicolo e un po' romantico. State pensando "Harmony"? Mais oui, c'est l'amour...!
In realtà potrei dire ben oltre, ma rimando il discorso sulle tematiche a quando ne avrò visti un altro paio :corre:

Conclusione (???)
Vai Neri!!!!!!! Anche il ruolo di farfallone impunito ti viene benissimo! ;__; sono commossa!
e
Ogni puntata di Gossip Girl dura 10 minuti: la somma delle scene pornoromantiche e angstose sado-masochiste fra Blair e Chuck.

Prosce Bardzoo!!! Olgierd Lukaszewicz negli anni '70/'80 era non assai giovane, grasso, non aveva spalle da muratore, non lo vidi cantare, non muoveva il bacino - anche se tenta di dare bacini alle femmine virago di Seksmisja (film del quale trovai il torrent! Così come di Kingsajiz e Mis - Teddy Bear). Nonostante ciò è assolutamente ADORABILE. Come Neri Marcoré. Emilio Solfrizzi invece mi pare di averlo visto muovere il bacino durante Macho Man.
Ok, sto deviando...
domenica, 26 ottobre 2008

Ben + Jack + Robert =

TROPIC THUNDER FAIL.